25 Aprile:74° Anniversario della Liberazione dal nazifascismo.

Si ricorda la fine dell’occupazione tedesca in Italia, la caduta del regime fascista che aveva privato gli italiani delle libertà e la fine della Seconda Guerra Mondiale, simbolicamente sancita al 25 aprile 1945.
Tricolore: Sarà sempre esposto nella Piazza e illuminato nelle ore notturne.
Due piante di gelsomino messe a dimora in memoria di due  concittadini eroi.
Ricordato il partigiano Carmelo Princiotta ed il giovane soldato Salvatore Crivellaro deportato dai tedeschi durante una rappresaglia.
"La festa della Liberazione appartiene a tutti gli italiani perchè, grazie al ricordo della Resistenza, si possano ricordare le libertà ed i valori che sono fondamento della nostra Repubblica e della Costituzione". Così il Presidente dell'Associazione Combattenti e Reduci, Militari e Forze di Polizia in congedo,Giuseppe Carone.
di Enrico Caiola
Il Sindaco di Acquedolci, Alvaro Riolo, ha spiegato che il 25 Aprile è "la ricorrenza della Liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista. Ma sopratutto oggi è la festa della libertà e della democrazia. Non è la festa per i nostalgici e non è la festa per chi ha contribuito per ottenere questa libertà. E' la festa per noi, noi nuove generazioni che abbiamo sempre vissuto in un regime democratico e di libertà". Per il sindaco il grave rischio è costituito dal pericolo di dimenticare l'importanza ed il valore dei principi della democrazia e delle libertà. La ricorrenza della festa nazionale del 25 aprile è una festa di tutti e afferma principi indiscutibili. Non si tratta perciò di una "festa della rivalsa, come alcuni erroneamente la vogliono intendere, ma è la festa della pacificazione". La Liberazione fondata sui principi della libertà e della Resistenza è un "valore assoluto ed incontestabile, imprescindibile che non può essere oggetto di polemiche di alcun tipo".
"La Liberazione è la festa della Resistenza, i Partigiani- ricorda Riolo- erano dei cittadini, come me, come voi,come tutti noi, i quali in un momento difficile dello Stato, nel momento in cui c'era un'occupazione e un governo in forte difficoltà, non si sono limitati a dire 'non mi riguarda, non è il mio compito, non mi compete'. " Il sindaco ha elogiato coloro i quali hanno lottato in prima persona contribuendo alla Liberazione, alla nascita della Repubblica Italiana e con essa di tutti i diritti che la democrazia ha garantito agli italiani. Alfonso Di Giorgio ha ricordato che " il Presidente Mattarella, salutava l'evento di oggi come il secondo Risorgimento. Sono trascorsi- ha detto- 74 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. 74 anni di pace non c'erano mai stati nella nostra storia d'Italia ed Europea. Nell'occasione del 25 aprile , Acquedolci è presente, perchè ha a cuore la storia d'Italia e la sua storia". Di Giorgio commenta poi la messa a dimora di due gelsomini. "Se il carrubo è la pianta della memoria, il gelsomino è la pianta della fede- spiega- otto secoli fa, nel 1219, San Francesco incontrava ad Amietta il sultano. In quell'incontro Francesco esprimeva il suo dolore per la guerra che spesso veniva portata avanti con l'insegna della croce. Il sultano, commentando la presenza di Francesco volle portate le piante di tutto l'Egitto perchè ricercava il fiore che sprigionava lo stesso profumo di Francesco. Alla fine individuò nel gelsomino quel profumo di pace e fede. Le piante di gelsomino che oggi vengono piantate-conclude Di Giorgio- vogliono avere questo significato: Esaltare la fede, perchè la differenza di fronte a Dio la facciamo noi in base alla nostra fede".
Nelle scorse ore, il Presidente della Repubblica Mattarella, ha incoraggiato le iniziative che tendono a ricordare i protagonisti della Resistenza: "Vanno ricordati-ha spiegato il Presidente nel suo messaggio- gli uomini che contribuirono al riscatto della nostra Italia". Di questi uomini ad Acquedolci ce ne sono parecchi ed il 25 aprile 2019 viene ricordato il sacrificio di un giovane soldato deportato e l'impegno di un partigiano. Storie diverse di eroico coraggio.
La parola "partigiano" letteralmente significa «di parte» ed effettivamente il partigiano è protagonista di una scelta. E' una persona schierata con una delle parti in causa. Nella nostra storia «partigiani» sono stati i protagonisti della Resistenza contro il nazifascismo e in particolare contro le truppe tedesche di occupazione e i fascisti della Repubblica di Salò. Non solo soldati ma anche semplici cittadini che, come ha ricordato il sindaco di Acquedolci, accortisi della difficoltà non delegarono ad altri e non esitarono a scendere personalmente in campo in difesa della libertà e in aperto contrasto rispetto al regime che aveva prodotto privazioni e sofferenze al popolo.Un partigiano quindi è un combattente armato ma non è un soldato. Infatti non appartiene ad un esercito regolare ma ad un movimento di resistenza e che solitamente si organizza in bande o gruppi, per fronteggiare uno o più eserciti regolari, con l’aiuto determinante della popolazione civile, ingaggiando quella che viene definita una guerra asimmetrica. Così la «lotta partigiana» si intende una guerra di difesa di natura civile contro un’occupazione militare. Una forma di conflitto dichiarata legittima anche dall’ Assemblea Generale dell’ONU nel 1965.
Il numero dei caduti nella Resistenza italiana (in combattimento o eliminati dopo essere finiti nelle mani dei nazifascisti), è molto alto. Secondo studi accreditati, ripresi dall’Anpi (Associazione nazionale partigiani) sono stati complessivamente circa 44.700; altri 21.200 rimasero mutilati o invalidi. Tra partigiani e soldati italiani figurano nomi di Acquedolciani come Carmelo Princiotta, partigiano che si distinse durante gli anni della Resistenza e ha ricevuto la Croce al Merito di Guerra di 1^ Classe. Ma nella giornata della festa è stato ricordato anche il sacrificio di chi ha pagato con la vita la propria scelta di contrastare l'occupazione criminale nazista. Durante la cerimonia è stato ricordato un giovane soldato, Salvatore Crivellaro, nato ad Acquedolci nel gennaio del 1924 era stato inizialmente arruolato con i tedeschi. Successivamente si era ribellato ai Nazisti e aveva abbandonato la divisa tedesca. Venne catturato durante una rappresaglia nell'agosto del '43. I Nazisti lo  imprigionarono, lo torturarono e lo deportarono in Germania. Salvatore venne internato, ad appena 19 anni, in un campo di concentramento assieme ad altri connazionali e di lui non si ebbero mai più notizie, tanto che venne dichiarato "disperso" nel febbraio 1944, a soli vent'anni. Solo in seguito si venne a sapere che Salvatore era morto di fame e freddo ed era stato sepolto nei pressi di Berlino.Come tanti altri piccoli grandi eroi di questa tragedia immensa, anche Salvatore e Carmelo hanno difeso la libertà e la patria e hanno dato lustro al proprio paese natio. In memoria di questi due concittadini sono state messe a dimora nella Piazza del Monumento due piante di Gelsomino Mediterraneo che, si auspica, possano crescere pacifiche e rigogliose, onorando la memoria e ricordando ai passanti quanto bello sia il fresco profumo della Libertà,conquistata a caro prezzo grazie al sacrificio ed all'impegno degli eroi.
Il Primo Cittadino ha ringraziato per la presenza alla celebrazione il comandante dell'Arma dei Carabinieri di Acquedolci rappresentati dal Maresciallo Salvatore Porracciolo, Il Corpo dei Vigili urbani e gli uomini della Capitaneria di Porto. Alla cerimonia organizzata dal Comune di Acquedolci e coordinata dall'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci e dall'UNUCI, ha preso parte il Corpo Bandistico di Acquedolci. Erano presenti tante associazioni dal Ferrari Club alla Società Operaia di Mutuo Soccorso e ancora le associazioni religiose come la Confraternita di San Benedetto ed il Pio Sodalizio di San Giuseppe. Presenti anche i rappresentanti dell'associazione AMI,della Pro Loco "San Teodoro", della Polisportiva Dorothea e della Polisportiva Acquedolcese, dell'ASD Acquedolci e dei Rangers International.





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