Grotta di San Teodoro: Ad Acquedolci i Rettori degli Atenei siciliani.

Luogo importantissimo per la scienza che studia l'evoluzione.
Qui tutta la nostra storia ha avuto inizio circa 13 mila anni fa..
Ad Acquedolci si inaugura il nuovo Antiquarium dedicato alla famosa Grotta.
di AcquedolciPolitica
Al Convegno di sabato 27 gennaio 2018, dovrebbero intervenire i Magnifici Rettori delle Università Siciliane e numerosi docenti e ricercatori universitari. E' un evento straordinario per la cultura che approfondisce le conoscenze sul Sito della Grotta di San Teodoro, vero e proprio gioiello per la paleontologia e luogo in cui sono state rinvenute alcune tra le più antiche sepolture d'Europa..
Acquedolci è oggi una ridente cittadina affacciata sul Tirreno meridionale, sorge innanzi alle Isole Eolie,su un territorio con una storia antichissima. Il moderno paese è stato edificato dopo il 1922, ed il Piano Regolatore, tra i primi nell'italia post-unitaria, venne elaborato per ospitare migliaia di famiglie rimaste prive di casa in seguito al disastro. Il nuovo paese, pensato secondo i criteri tipici delle Città Giardino inglesi,si sviluppa ad ovest dell'antico Borgo che si estende in prossimità di un Castello la cui Torre venne fatta costruire dall'Imperatore Carlo V del Sacro Romano Impero,che proprio qui decise di difendere la costa dalle incursioni saracene. Acquedolci offre al visitatore interessanti scorci urbanistici e, attraversando il corso principale, è possibile ripercorrere, attraverso gli edifici, la storia degli ultimi 200 anni. Dalla Vecchia Marina,caratterizzata da edifici settecenteschi, spostandoci in direzione Palermo lungo la via Ricca Salerno, si osservano i palazzi e gli edifici pubblici che sono espressione dell'ultimo periodo del liberty siciliano. Il moderno paese si sviluppa al di sopra di un'antica strada Borbonica. Durante tutto il Medioevo sono passati da queste parti santi e pellegrini che percorrevano la Via Francigena, che si era sovrapposta a sua volta alla strada Consolare di epoca Romana,che proprio in questa località prevedeva la presenza di una Stazione di Posta per i viandanti. 
Nelle epoche storiche che si sono succedute,contrasti e vere e proprie battaglie cruente si sono consumate all'ombra del Monte "di San Filadelfio"... Per dominare questo piccolo fazzoletto di terra, ricco di acque provenienti dai boschi montani, gli Spagnoli hanno respinto gli attacchi dei Saraceni, i Normanni affrontarono e sconfissero gli Arabi e, ancor prima, i Romani hanno affrontato dure battaglie contro i Cartaginesi. Di Acquedolci e di quello che, a quanto sembra, era un piccolo porto commerciale (il Carricatorium) ne parla Cicerone nelle Verrine. La zona sembra che sia descritta anche da Virgilio che, proprio da queste parti, fa approdare Enea nei pressi di una spiaggia che si trova vicina ad una Grotta popolata da Ninfe...insomma la località "Aquae Dulces" è conosciuta già in epoca Romana ed appare indicata nella Galleria delle Mappe Geografiche del Vaticano.

Ma quella di Acquedolci è una storia assai più antica, una storia a tratti misteriosa che ci fa tornare indietro, non di secoli, ma addirittura di millenni rispetto all'epoca Romana. Ad Acquedolci il tempo torna indietro agli albori della civiltà umana, in pieno periodo preistorico.

Il maestoso Monte di San Filadelfio,dedicato per l'appunto ad uno dei Tre Santi Martiri, sovrasta la pianura di Acquedolci. Ed è proprio qui che si trova un vero e proprio gioiello della paleontologia. Si tratta della Grotta, che i monaci Basiliani, in fuga dall'Oriente Iconoclasta vollero dedicare al proprio santo patrono, San Teodoro Trichinas. Formatasi in seguito ad un fenomeno carsico verificatosi all'incirca otto-dieci milioni di anni fa. Questa Grotta dalle dimensioni notevoli,conserva una documentazione unica della storia della Sicilia, perchè ha ospitato animali ormai estinti. I ricercatori hanno riportato alla luce decine di migliaia di resti animali:elefanti, iene, cervi, cinghiali, ippopotami e asini..tantissimi resti tutti accomunati da una particolarità unica..erano tutti animali nani,molto più piccoli rispetto ai "cugini" europei. Sono venuti alla luce importantissimi  coproliti di iena databili fino a 200mila anni fa che hanno addirittura fornito informazioni sull'alimentazione di questi animali. Poi è ritornato alla luce il gioiello più importante, quello che i ricercatori hanno definito l'uomo preistorico siciliano. 
La Grotta di San Teodoro è un antro suggestivo e maestoso che venne abitato dall'uomo in uno spazio temporale valutabile, all'incirca, tra i 12.000 e gli 8.000 anni prima di Cristo. Dal punto di vista scientifico ci troviamo nell' ultimo periodo del Paleolitico Superiore italiano comunemente chiamato Epigravettiano finale in una fase nodale per l'evoluzione umana. Sono cinque i crani ritrovati e due gli scheletri dei quali uno è eccezionalmente completo. La testimonianza più importante è data dal ritrovamento dei resti fossili di un essere umano di circa 30 anni, alto 164 cm alla quale è stato attribuito il nome di Thea per collegarlo a quello della Grotta.

Questi resti umani hanno consentito una conoscenza approfondita degli antichi abitanti della Sicilia e ci consentono di conoscere l'alimentazione ma sopratutto i rituali delle sepolture,consistenti nella deposizione del defunto in una fossa poco profonda in posizione supina oppure sul fianco sinistro, circondato da ossa animali, ciottoli ed ornamenti composti da collane fatte con denti di cervo.Si tratta delle sepolture più antiche di Sicilia e tra le più antiche del Mediterraneo. Tutte le deposizioni furono ricoperte da un leggero strato di terra e, al di sopra, fu sparsa dell'ocra.E' il segnale che l'essere umano preistorico che viveva nella Grotta aveva già maturato un sentimento di rispetto e pietà nei confronti dei defunti. Qui ad Acquedolci, la Storia europea ha avuto inizio...

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