Cultura: E' morto Salvatore Mangione.

Docente di Storia e Filosofia, giornalista e ricercatore, ha dedicato la vita agli studi sul territorio. 
E' morto al Policlinico di Messina, aveva 69 anni.
E'stato Sindaco di San Fratello e consigliere Provinciale.
Con Mangione scompare una pagina della storia del nostro territorio.
Sempre disponibile e, sopratutto, un amico.
di Enrico Caiola
La notizia della morte di Salvatore Mangione giunge improvvisa in un caldo pomeriggio di metà giugno e ci lascia interdetti e disorientati. Un enorme vuoto si apre nel panorama culturale della ricerca storica e delle tradizioni del territorio nebroideo, ma viene meno anche un amico e un uomo che sapeva conquistarsi apprezzamenti e stima. Docente di Storia e Filosofia, il prof. Mangione, è stato anche arguto giornalista e attento ricercatore che tanto ha lavorato per la riscoperta di tradizioni e notizie. Ha raccontato e scritto l'ultimo mezzo secolo della storia di San Fratello e Acquedolci, lasciandoci aneddoti e curiosità ma anche informazioni preziose. La sua dedizione per il territorio è stata sempre al centro della sua attività di ricerca e della sua politica. E' stato assessore delegato alla Cultura per numerose legislature e Sindaco del Comune di San Fratello. Nel 1992 scese in campo contro la distruzione della Piazza Municipio di Acquedolci, guai a toccare quell'opera che ebbe a definire "monumento della rinascita". Ideali del Partito Socialista e cultura profondamente cattolica, Mangione è stato anche consigliere provinciale, componente del Consorzio SoleArte e, nel 2010, si era schierato contro la realizzazione della mega discarica sul greto del Torrente Inganno. Meno di un anno fa era stato nominato esperto alla cultura del Comune di Acquedolci in materia di "Tradizioni e ricorrenze comuni con San Fratello, del patrimonio etno-storico-antropologico del territorio e biografo di San Benedetto", quest' ultimo un incarico inaspettato accolto con grande emozione dal docente. A ricordarlo è oggi Antonio Matasso, dirigente nazionale socialista e presidente della Fondazione socialista antimafia “Carmelo Battaglia”: «Salvatore Mangione è stato un compagno di tante battaglie. Ci accomunava una sensibilità ad un tempo socialista e cristiana ed era sinceramente stimato da tutti i compagni dei Nebrodi. Oggi i socialisti nebroidei abbrunano le bandiere rosse in omaggio ad un compagno che ha servito il nostro territorio, rappresentandolo nel Consiglio provinciale di Messina, oltre che ricoprendo la carica di sindaco di San Fratello, centro di origine della famiglia Craxi. Al suo paese Salvatore ha dedicato grandi energie per la valorizzazione della sua storia e delle tradizioni culturali e linguistiche proprie minoranza gallo-italica. Gli siamo grati per la sua opera in tali ambiti, così come nell’agire politico, in cui abbiamo collaborato per oltre vent’anni».
-l'approfondimento-
Grazie Salvatore!

La valorizzazione del territorio attraverso la cultura e la ricerca storica, la narrazione di racconti e aneddoti,la valorizzazione di modi di vivere del passato e leggende,la capacità di saper tramandare  con passione quello che noi oggi definiamo come "patrimonio immateriale", sono stati al centro degli interessi di Salvatore Mangione.La fervida attività di ricerca del professore ha saputo puntare dritto alla riscoperta dei valori autentici dell'amicizia e della lealtà non solamente tra persone ma tra intere comunità. Sconfiggere la tendenza all'isolamento culturale con la condivisione della  propria storia è stato il punto di forza di questa strategia di valorizzazione . Oltre quaranta le pubblicazioni di studi e le ricerche sulla lingua galloitalica, i giudei, l'etno-antropologia, la collaborazione con il mondo accademico e poi le anastatiche e gli innumerevoli contributi che hanno consentito al grande pubblico la riscoperta di testi introvabili che fanno luce sulla storia ed i personaggi del territorio. Le vicende dei due paesi di San Fratello e Acquedolci sono state sicuramente presenti nella vita del prof. Mangione e l'inizio della sua attività di giornalista pubblicista coincide con un evento storico irripetibile: l'Autonomia di Acquedolci. 
Mangione, ad appena 17 anni, è li a far la spola tra San Fratello e la frazione di Acquedolci in rivolta. In quell'occasione scrive, racconta, documenta, intervista, si affina come giornalista, si appassiona alla politica. Ha sicuramente vissuto con dolore quella separazione ma ha anche ricercato sempre i punti di contatto ed i comuni denominatori culturali che potessero in qualche modo  addolcire gli strappi inconciliabili tra i due paesi. La sua lungimiranza, già negli anni '90 dello scorso secolo, gli fece cogliere che c'era effettivamente un elemento di contatto che più di tutti accomunava le comunità agevolando il dialogo, si tratta di San Benedetto, il santo che più di tutto è al centro delle sue ricerche. Non si può non parlare di Salvatore Mangione senza citare la sua grande devozione per il santo Moro nato a San Fratello ad inizio '500, santo al quale il docente ha dedicato anni di ricerche e numerose pubblicazioni. Il suo contributo biografico a tal proposito è notevole e si deve proprio a Salvatore Mangione la nascita dei rapporti di amicizia e collaborazione che oggi accomunano nel nome di san Benedetto le comunità di Palermo, San Fratello, Acquedolci, Viggiù, Saronno e New York. Ed è proprio sugli approfondimenti dedicati al santo che il prof. Mangione ha collaborato con questo Blog per la realizzazione degli incontri-dibattito svoltisi ad Acquedolci nell'antico Baglio del Castello tra il 2018 ed il 2019. Il prof. Mangione ha donato informazioni e curiosità ma anche un messaggio importante: "ripartire sempre dalla conoscenza della nostra storia,senza pregiudizi, per cambiare " l'innata tendenza a commettere errori e per superare le divisioni che tanto male hanno fatto al territorio. In serata giunge il commento dell'avv. Antonella Marchese,segretaria della Camera Penale di Patti che scrive " Lo ricorderò per sempre così, col Suo sorriso, il Suo garbo, la Sua gentilezza.. Come in quel caro giorno di Agosto, quando abbiamo parlato di storia, di diritti e di accoglienza"
Il professore Mangione ha trascorso la sua vita dedicandosi allo studio, alla ricerca storica e all'attenzione nel settore della etno-antropologia, interesse che si è concretizzato anche con la  costituzione del Museo Storico-EtnoAntropologico "Ermenegildo Latteri" di San Fratello, un luogo unico dove tantissimi visitatori rivivono atmosfere, oggetti e tradizioni della Sicilia d'altri tempi. Il suo impegno e la sua dedizione sono stati concreti fino all'ultimo, nonostante i gravi ed insormontabili problemi di salute lo avessero ormai da qualche anno rallentato e provato lui,il "Prof", continuava a correre con i pensieri ed a guardare lontano sicuramente da una prospettiva che è dono esclusivo dei grandi uomini. Alla famiglia, alla moglie Santina ed ai due figli Francesco e Giuseppina,si porgono le più sentite condoglianze per questa incolmabile perdita.

Commenti