Racconti: La Storia di "Turino",il piccolo eroe del paese.

Un giovane soldato e i suoi occhi carichi di dolcezza.
Salvatore Crivillaro ricordato il 25 aprile ad Acquedolci. 
In sua memoria piantato un gelsomino, pianta della fede e della tenerezza.
"Turino", deportato per avere detto "No" ai nazisti.
La divisa straniera non la voleva indossare!
di Enrico Caiola
Fonti: Salvatore Plantemoli e Salvatore Emanuele
In memoria del giovanissimo Salvatore Crivillaro, giorno 25 aprile, è stato piantato un gelsomino nei pressi del Monumento ai Caduti. Abbiamo tentato di far capire in ogni modo che Salvatore era un ragazzo speciale e sopratutto che è stato un piccolo grande eroe che ha pagato con la vita per aver fatto una scelta coraggiosa. Ne sono scaturite alcune meschine polemiche da parte di alcuni benpensanti che evidentemente non conoscevano bene  questa storia. Il gelsomino cresca pacifico nella speranza che ciascuno, passandogli innanzi, si fermi un attimo e ripensi alla storia di Turino che adesso vi raccontiamo.
Nel 2019, lo possiamo dire che il piccolo soldato eroe non era alto due metri e non aveva un fisico muscoloso ma era affetto da una patologia che oggi conosciamo come sindrome di Down. Venne arruolato con la forza! Lui non voleva andare al fronte, voleva sognare, voleva ridere assieme agli amici e ancor'oggi alcune anziane raccontano che era anche bravo a ballare. Insomma il piccolo Turi voleva essere "normale". Il biografo Salvatore Plantemoli racconta che era il ragazzo più buono del paese,un pò goffo nei movimenti,"guardava il mondo con occhi nei quali era una struggente tenerezza" trasmetteva la dolcezza e la gioia e la sua madre "piccola nel fisico ma grandissima nel cuore aveva per questo figlio un trasporto sacrificale..". 
Al nostro caro "Turinuzzo" nato ad Acquedolci il 29 gennaio del '24, che era di una bontà infinita, voleva bene tutto il paese. Ma il ragazzo cominciò a crescere e un "maledetto giorno" arrivò la cartolina del precetto..come se tutto fosse "normale". Il Duce aveva bisogno di soldati da mandare in guerra e anche Turino venne dichiarato "abile e mandato al fronte". Straziante la scena dell'addio. La piccola madre era vestita di nero come l'Addolorata e correva con le braccia al cielo lungo la strada che porta alla stazione,raccomandava il figlio al Crocifisso tanto pregato nella Chiesa Madre del paese e ripeteva tra le lacrime "Mangia Turino", e ancora "cummogghiati chi ddà fa friddu". E Turino invocava la madre "Moma, moma!" . Tutto il piccolo paese smise di colpo di sorridere ed  era li in strada per abbracciare Turino. Per le vie le altre madri con i figli in guerra consolavano la disperazione della piccola donna che già un'altro figlio aveva mandato al fronte in Grecia. Ragazzi dell'età di Turino non ce n'erano più nella frazione, erano andati tutti a combattere. "Più lungo che mai, più affollato che non si può , giunse il treno nella piccola stazione carica di pianti e grida. Turino venne quasi strappato dall'abbraccio materno.." e adesso era davvero "normale" in mezzo a tutti quei soldati, come decine di "paesani e amici suoi, come migliaia di italiani del '24  e del 25..."(cit. Salvatore Emanuele). La storia a questo punto diventa drammatica..e  oggi noi la raccontiamo con la stessa emozione di chi fu amico di Turinuzzo e  ne scrisse il ricordo.  Il povero Salvatore che amava guardare i campi e le piazze del suo giovane paese illuminato dal sole, venne mandato lontano, in Germania,nella nebbia del fronte russo a combattere contro altri poveri cristi di un esercito nemico. E li, in quelle gelide pianure del nord,anche lui vide l'orrore e si mise a combattere per servire la Patria il Re e il Duce. Era "normale" tutto questo!
Poi l'8 settembre del 1943, Badoglio firmò l'armistizio con gli Alleati e a Turino i Tedeschi imposero una scelta, parlando un italiano che a malapena il povero ragazzo riusciva a comprendere. Lui, Turinuzzo che parlava un siciliano mezzo sanfratellano, comprese che si trattava di indossare un'altra divisa, una divisa straniera e macchiata di sangue innocente, una divisa che significava tradire la Patria, gli amici e la sua piccola Madre... In altre parole o da soldato del Regio Esercito Italiano avrebbe indossato subito quella divisa tedesca dei nazisti o sarebbe stato deportato come un traditore in un campo di concentramento.. Valli a capire questi generali che erano comandati dai pazzi criminali!!! Oggi noi conosciamo bene che in Italia si era scatenata la guerra civile e che oltre alla guerra di Liberazione (al Sud) la Resistenza partigiana pervadeva borghi e città del nord contro l'occupazione tedesca.
Ma che ne sapeva Turino di tutte queste cose?? Per lui la Patria era il suo mare e il suo Monte, e l'Italia era la sua madre, lontana si, ma mai avrebbe tradito tutto quello che di più caro aveva al mondo! 
Traditore lui???Ma come?? Proprio lui che amava la sua terra? Proprio lui che ogni giorno pensava al suo paesello e attendeva qualche cartolina ??? 
Quel paesello lontano migliaia di chilometri, oltre il mare dietro le montagne.. dove c'era quella piccola mamma che lo aspettava a casa e aveva sacrificato la vita per riempirlo di amore tra mille stenti...
Il povero Turinuzzo, goffo nei movimenti,con i suoi occhi carichi di tenerezza decise: disse no a quei tedeschi! 
Mai avrebbe indossato la divisa straniera. 
Lui voleva ritornare ad Acquedolci, dove c'è il mare e lo scirocco!! 
E adesso?? Che differenza c'è tra il sacrificio dell'eroe "normale" e la scelta coraggiosa di un soldato con gli occhi carichi di tenerezza? 
Mi spiegate, voi sapienti e dispensatori di "verità" raccolte durante i vostri abbondanti periodi di ozio, che differenza c'è? Tra il partigiano che combatte il fascista e Turinuzzo che ha detto "NO" al nazista??? 
Il ragazzo non combattè affatto al fianco dei tedeschi ma venne fatto prigioniero, torturato, mandato vicino Berlino con un triangolo rosso al braccio. Lui e altri 600mila giovani soldati furono etichettati come "traditori" e vennero lasciati dal Duce a lavorare come animali, come unico sogno tornare a casa liberi, come unico amore la piccola Madre. Vi sembra "normale" tutto questo?
Turinuzzo venne lasciato morire di fame e di freddo nel febbraio del '44 ad appena vent'anni e risulta  ancora disperso,anche se , dicono, le sue ossa sono quelle!  Risulta disperso come lo era questo racconto. Se l'erano dimenticati tutti, alcuni addirittura neppure hanno saputo scrivere il luogo della sua prigionia!
"Che sia caduto prigioniero dei tedeschi , è un'altra storia, un'altra maledetta vicenda disonorevole della germania hitleriana nazista- scriveva a tal proposito il caro amico biografo Salvatore Emanuele- Onorare il caduto per la patria è un dovere, qualsiasi sia stato il motivo,senza distinzioni,senza pregiudizi. Ricordare sempre la loro memoria!" 
Noi abbiamo voluto ricordarlo con commozione! Era un dovere farlo! 
Abbiamo piantato in sua memoria la pianta del gelsomino, perchè il profumo del simbolo della Fede possa ricordare a tutti la purezza del nostro Turinuzzo. 
E voi?  Che fate voi?? Fate polemiche? 
Proprio voi che dite di avere tutta questa grande cultura... non vi vergognate? 
Guardatevi allo specchio! Voi non siete normali!
Perchè lo state offendendo ancora??? "alleato dei tedeschi"?? Ma andate ad informarvi bene e raccontatela giusta la storia di Turinuzzo!!
Il nostro eroe non si tocca! Guai a disonorare il suo eroico e partigiano "NO!", guai a dimenticare quella madre che urlava lungo la via come altre  centomila in tutta Italia!
Oggi il nostro soldato non è più un "dimenticato"!
E nel 2019 ci sono davvero tante coincidenze.. 
In televisione, ho visto un ragazzo di 19 anni e improvvisamente mi sono accorto che il sacrificio di Turino è servito a tutti.. Oggi,milioni di italiani, non vedono più le differenze e aprono il cuore innanzi agli occhi carichi di tenerezza,perchè non ci sono "diversi" in questa Italia libera e piena di diritti! Questa è la Libertà che cercava Turino!!!

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