Servizi Sociali:"Aiutatemi"..la storia di Cirino che vive nel degrado e senza l'aiuto delle istituzioni.

A segnalare l'emergenza  è Francesca Alascia, giornalista del Giornale di Sicilia.
Una emergenza umana e sanitaria.
"Aiutatemi.." - dice a chi lo intervista.

Per leggere l'articolo sul sito 98zero: http://www.98zero.com/80616-aiutatemi-non-ce-la-faccio-piu-lincredibile-storia-del-clochard-cirino-video.html
In passato Cirino era stato assistito dapprima presso l'Oasi di Troina, successivamente su sollecito di alcuni cittadini e l'intervento dell'Assistente Sociale del Comune, presso una casa di cura santagatese che gli garantiva alloggio,vitto e igiene personale. I ricoveri venivano finanziati dal Comune di Acquedolci che successivamente e fino ad oggi ha sospeso pagamenti e interventi assistenziali. Cirino è ritornato a vivere tra i ruderi e nel degrado di un Castello abbandonato a se stesso. 

Cirino Caiola, 60 anni, è un clochard, che vive in un alloggio precario ricavato all'interno dei locali pericolanti del Castello Cupane di Acquedolci. Solo al mondo e privo di fonti di reddito, svolge saltuariamente alcuni lavoretti nelle campagne. Tanti cittadini di Acquedolci che hanno buon cuore cercano generosamente di dargli il necessario per sopravvivere. Tra i benefattori anche una rinomata rosticceria e un bar del centro che quasi ogni giorno non negano il pasto allo sfortunato compaesano che spesso ricambia  portando  limoni e arance. Il signor Cirino riceve anche alimenti e prodotti per l'igiene dalla Parrocchia. Le condizioni in cui vive rasentano i limiti del decoro e della dignità umana e l'Ufficio Servizi Sociali rimane assente e non si attiva adeguatamente per risolvere definitivamente questo dramma. 
(nell'immagine: il degrado della parte Ovest dell'immobile Castello Cupane di proprietà del Comune. Va segnalato che un'associazione di Acquedolci, nello scorso mese di Maggio,aveva protocollato al sindaco la richiesta di concessione della chiesetta sconsacrata del castello che si trova ad est della struttura. L'associazione  si impegnava a mantenere pulita  e fruibile  l'area  concessa. Potrebbe essere l'inizio di un cammino di riqualificazione e vigilanza dei luoghi. Fino a questo momento sembra però che il sindaco non abbia neppure risposto all'Associazione.)
Appare davvero strano che un Consiglio Comunale che devolve gettoni di funzione alla missione Biagio Conte, non intervenga invece con proposte di indirizzo dirette a porre fine a situazioni degradanti come questa. L'Amministrazione che a parole ribadisce di essere attenta agli interventi di assistenza nei confronti delle fasce più deboli, non interviene concretamente in emergenze che si consumano nel paese sotto gli occhi di tutti e pur trovando i fondi per organizzare i concerti estivi, non riesce a recuperare risorse da destinare al settore dei Servizi Sociali.

(E.C.) 

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