Sanità, disagi in arrivo dopo la chiusura dell'ambulatorio di Acquedolci

Sant'Agata, un bus per i bimbi in cura nei paesi vicini.

Si è svolto il previsto incontro tra il sindaco Carmelo Sottile e la famiglia Djakovic che giorni addietro aveva sollevato il grave problema dei trasferimenti dei soggetti - per lo più minori affetti da disturbi della comunicazione e problemi psicomotori - dal centro terapeutico convenzionato con l'Asp di Acquedolci, la cui chiusura è prevista a fine mese, a un nuovo ambulatorio di Capo d'Orlando. 

La difficoltà - anche economica e logistica - per molte famiglie di utilizzare la nuova struttura, ha indotto per primi i genitori del piccolo Sasha - uno dei numerosi bambini in cura presso l'ambulatorio in questione - a chiedere con forza che il primo cittadino santagatese si facesse portavoce della questione, cercando così, di trovare una soluzione che accomodi le parti. 

Durante il breve incontro nell'ufficio del Sindaco, quest'ultimo ha ricevuto una lista di alcuni nominativi di nuclei familiari con in casa soggetti disabili - forniti dalla signora Patrizia Fiore temporanea portavoce delle famiglie interessate dal problema - disposti ad accettare una proposta che veda, per esempio, l'istituzione di un servizio navetta che faccia la spola tra S. Agata Militello, individuata come punto di partenza e ritorno, e il nuovo centro terapeutico; questo senza che alcun costo aggiuntivo che gravi a carico delle famiglie. 

A questo si aggiunge che il sindaco ha in programma, nelle prossime settimane, di convocare un tavolo tecnico al comune di Sant'Agata al quale parteciperanno anche i sindaci dei comuni viciniori da cui molte famiglie partono quotidianamente per raggiungere l'ambulatorio di Acquedolci e successivamente Capo d’Orlando. 

Con loro, e con i vertici della Società Sanitaria Riabilitativa di Messina, Sottile intende avviare una concertazione che possa portare a individuare un locale idoneo (preferibilmente a S. Agata ma anche in uno dei comuni limitrofi), a ospitare l'ambulatorio per mitigare i notevoli disagi creati dalla decisione della chiusura e del conseguente spostamento dell'ambulatorio acquedolcese, e per venire incontro anche alle esigenze anche di tipo economico che alcune famiglie potrebbero riscontrare nella prosecuzione del percorso di cura dei propri familiari disabili. 

fonte: Giuseppe Spignola, Giornale di Sicilia

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