Fare ripartire l'economia investendo sull’energia pulita

Piccoli produttori di energia pulita potrebbero rivalutare i terreni inutilizzati e soddisfare le esigenze del territorio.



Immaginare una Sicilia energeticamente autonoma, innovativa e con un sistema economico incentrato sulla cooperazione. 

Due i temi che animano le tavole rotonde: i distretti energetici e le potenzialità della Green economy.

Per distretti energetici si intendono quelle aree in cui si può costruire una rete per la gestione delle energie, zone in cui le utenze energetiche sono direttamente collegati a piccoli produttori. Il sistema dei distretti, già applicato in regioni come la Lombardia, consente di abbattere i costi e le dispersioni energetiche del vecchio sistema di distribuzione che fa riferimento alle grande centrali.

Contestualmente si discute della necessità di investire in Sicilia sulla formazione di quelle professionalità che hanno competenze nella Green economy, ovvero quel modello economico che oltre che dei benefici della produzione tiene presente anche i danni ambientali che dalla produzione derivano.

Il territorio siciliano dovrebbe cogliere questa opportunità di crescita e rinnovamento. I Comuni potrebbero non solo abbattere i costi della rete elettrica, ma avere un rientro economico dall’investimento, che per l’indebitata Regione sarebbero una fonte economica vitale.

Ma investire sull’energia pulita potrebbe dare un forte impulso anche all’economia in generale, oltre naturalmente a tutti i benefici energetici e ambientali.

Piccoli produttori privati avrebbero la possibilità di investire e successivamente guadagnare con l’energia pulita. Il solare, ad esempio, è ancora troppo poco sfruttato nel nostro territorio. I tetti delle abitazioni, ma anche i terreni inutilizzati dovrebbero essere visti come una risorsa.



Quanto costa un impianto fotovoltaico?
Quando si chiede un preventivo di un impianto fotovoltaico un agente su due utilizza la parola "GRATIS" in modo inappropriato.
L'impianto fotovoltaico non è gratis, come non viene regalato nessun tipo d'impianto e nessun tipo di lavoro che implichi una prestazione professionale. E' vero che esistono degli incentivi che permettono il recupero di un impianto fotovoltaico con i relativi interessi.
Il costo attualmente può variare dai 2000 ai 5000 euro a kilowatt in base alla qualità dell’impianto.
Quindi un impianto da 2 kWp può costare intorno a 8.000/9.000 euro di media.

Quanto rende investire 9.000 euro in un impianto fotovoltaico?
Fin dal collegamento dell'impianto, per una famiglia con consumi in bolletta di circa 120/130 euro ogni due mesi, la bolletta Enel si dimezza o quasi. Quindi avremmo già dai primi mesi un risparmio di circa 60 euro in bolletta. Dopo qualche mese inizia ad arrivare l'incentivo del Conto Energia, ad oggi, di 0,41 €/kWh prodotto.

Vuol dire che in un anno arrivano circa 980 euro (in media), che si traducono in circa 80 euro al mese. Considerando una manutenzione ordinaria di 10 euro al mese e un margine di imprevisto di altri 10 euro al mese, fanno circa 60 euro al mese di contributo.
La produzione nei primi 10 anni, se si utilizzano pannelli di qualità, ha un decremento di meno dell' 8% quindi trascurabile, considerando i 10 euro mensili di imprevisto.
A questo punto abbiamo tutti i dati per fare una valutazione del rapporto benefici/costi di un impianto fotovoltaico.
 Nei nostri 10 anni abbiamo risparmiato 60 euro al mese per 120 mesi, quindi 7200 euro risparmiati sulla bolletta. Inoltre il contributo GSE ci ha prodotto circa 60 euro al mese, per 120 mesi sono altri 7200 euro, per un totale di 14.400 euro.

Consideriamo un margine di perdita del 20%, che può derivare da variabilità dell'irraggiamento e perdite derivate dall'orientamento o inclinazioni non ottimali, si arriva comunque a circa 11.000 euro. Abbiamo ripagato l'impianto e adesso, per altri 10 anni godremo dell'incentivo e del risparmio energetico del nostro impianto fotovoltaico.

Quindi è vero che l'impianto fotovoltaico è gratis?
No, non è gratis! Viene incentivato ma ha un costo iniziale pari ad un’utilitaria. Ciò che molti venditori vi prospettano è nessun esborso iniziale per l’impianto ma il completo finanziamento tramite istituto di credito.

Cosa cambia nel nostro ragionamento se interviene un istituto di credito?
Ovviamente, cambia l'INTERESSE che le banche o gli istituti percepiscono per l'erogazione del finanziamento, quindi si allungano i tempi di recupero dell’impianto fotovoltaico ed il cliente deve sopperire agli eventuali imprevisti derivati dalla manutenzione dell'impianto e dalla variabilità dell'irraggiamento.

Per concludere, realizzare un impianto fotovoltaico è conveniente economicamente, ciò che è bene valutare quando si sceglie un impianto è la qualità dei materiali e i tassi d'interesse di un eventuale finanziamento. Tassi d'interesse non competitivi annullano i benefici dell'impianto. Materiali di scarsa qualità non permettono invece di ottenere una produzione adeguata per il recupero.

Fonti: Eleonora Lombardo, DeltaEnergie

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