Beni per un milione di euro sequestrati a Pino Lo Re

Giuseppe Lazzaro. A poco più di un anno dall’esecuzione dell’operazione di polizia denominata “Dolce vita”, era il 15 ottobre 2012, che lo ha condotto in carcere (unitamente ad altre 13 persone, oggi è libero con pendente il rinvio a giudizio) con l’accusa di avere organizzato un’associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione nel proprio night club di Caronia, il “Dolce vita” appunto, Giuseppe Lo Re, detto Pino, già considerato il referente di Cosa Nostra palermitana a Caronia e hinterland, ritorna nel mirino delle indagini della Polizia di Stato, che stavolta ne colpisce l’intero patrimonio. 
Nella giornata di ieri gli agenti del commissariato di polizia di S.Agata Militello, agli ordini del dirigente Carmelo Alba, hanno dato esecuzione ad un decreto giudiziario emesso – su richiesta del sostituto procuratore di Barcellona Fabio Sozio, dal Gip di Barcellona Rosaria D’Addea, avente ad oggetto il sequestro preventivo di un complesso patrimoniale riconducibile al Lo Re, pregiudicato e costituito da quote societarie, immobili (industriali e residenziali), fondi, conti correnti, beni aziendali ed una settantina di veicoli, per un valore complessivo di poco inferiore al milione di euro.
Gli investigatori della Polizia di Stato – all’esito di lavoro basato su analisi  documentali, escussione di persone informate sui fatti ed intercettazioni telefoniche – hanno rintracciato e ricostruito gli estremi di un corposo e variegato complesso di beni, il cui valore risulta assolutamente sproporzionato rispetto alle formali capacità reddituali del Lo Re, eppure allo stesso riconducibile di fatto, nonostante l’interposizione di conniventi prestanome (il fratello Salvatore Lo Re e Salvatore Rotelli, anch’essi indagati nell’attività) rispondente al solo scopo di celare le reali possidenze del pregiudicato ed eludere così l’aggressione patrimoniale dello Stato ai sensi della vigente legislazione antimafia. 
La Polizia di Stato ha accertato, in particolare, come a Pino Lo Re (che pure formalmente non riveste alcun ruolo al riguardo) sia di fatto riconducibile la società di capitali “Autoservice srl”, originariamente costituita tra il fratello Salvatore ed il Rotelli (che ne è anche il formale amministratore unico). Allo stesso Pino Lo Re è riconducibile l’omonima concessionaria di autoveicoli intestata alla società sopra citata, sedente nella frazione Marina di Caronia, nonché gli immobili intestati o in uso alla predetta società, tra cui quello in cui il pregiudicato risiede (oggetto di un contratto di leasing per un valore di diverse centinaia di migliaia di euro), gli arredi e le strutture aziendali, i titoli e lo stesso parco veicolare della concessionaria. 
I poliziotti hanno denunciato Pino Lo Re, il fratello Salvatore e Salvatore Rotelli, per concorso nel delitto di intestazione fittizia di beni (previsto nella legge speciale di contrasto alla criminalità mafiosa n° 356 del 1992), sottraendo agli indagati la disponibilità dei seguenti beni sequestrati: quote societarie della “Autoservice srl”; sede e complesso aziendale della omonima concessionaria di autoveicoli usati; immobile residenziale sito in contrada Buzza di Caronia Marina con annessa corte; 2 conti correnti; 70 veicoli di varie tipologie.

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