Eventi: La fiera di Acquedolci, una stroria lunga 527 anni!

La fiera che sfida la crisi e l'e-commerce, merita di essere difesa e valorizzata.
Anno 1499: il Barone Larcan istituisce il "Mercato" del 14 maggio, nasce la Fiera di Acquedolci.
E' uno degli appuntamenti fieristici più antichi di Sicilia.
Sembra risquotere successo la pubblicizzazione del 2026: In aumento le richieste da parte degli espositori. 
In arrivo Calia e "Cubette", Panelle e formaggi.
Attesi in paese visitatori da tutto l'hinterland. 
Ogni piccolo acquisto importante per tramandare questa tradizione commerciale.
di Acquedolci Politica
Gli Acquedolcesi, anche coloro i quali si trovano lontani in tutto il mondo, associano il 14 Maggio ad un evento tradizionale. La ricorrenza della "Fiera di Maggio" precede per antica tradizione l'antica festa in onore di San Giuseppe, patrono dei lavoratori. Anticamente il piccolo Borgo, a metà primavera, si animava di rumori e colori. Migliaia di capi di bestiame, allevatori, mercanti e contadini si riversavano lungo il litorale di c.da Buffone. Per il grande evento i visitatori erano tantissimi e l'occasione era ottima per fare buoni affari. Dai confini dei feudi di San Fratello e Caronia, giungevano animali da soma, ovini e suini, vacche da latte, muli, asini e cavalli. I venditori giungevano di mattino presto, prima ancora del levar del sole e si dirigevano, passando per l’unica via della Marina Vecchia attraverso il piccolo ponte del Castello Cupane, direttamente sulla spiaggia renosa del mare, sul limitare della verde contrada denominata «'u Buffuni». Era questo il luogo delle contrattazioni e da qui un nummero enorme di bancarelle affollava l'unica strada di accesso al mare.
Istituita dal Barone Antonio Giacomo Larcan nel 1499, naque come Fiera del Bestiame e da subito venne affiancata da un "Mercato delle cose" che nei decenni cominciò a tenersi lungo l'attuale via del Carricatore e Vecchia Marina nei pressi del Castello. Non solamente animali ma soprattutto attrezzi, articoli da lavoro e per la casa, alimenti secchi, filati e tessuti, coperte e vestiti, cesti e manufatti artigianali, ma anche dolciumi e prodotti agricoli come formaggi e carne secca. Ad Acquedolci si produceva seta e liquore, olio e vino ma anche prelibate "Calamèle", dolcetti deliziosi ottenuti dalla lavorazione del succo di canna e del mosto, avvolti in foglie di agrumi o di gelso.
L'appuntamento fieristico è anche documentato nella prestigiosa "Collezione Delle Leggi e de' Decreti Reali del Regno Delle Due Sicilie" a cura di Domenicantonio Vacca, risalente al 1841. Il documento elenca le disposizioni normative e le concessioni vigenti nel Regno in materia di Fiere e Mercati. 

Anche quest’anno il centro cittadino si animerà con bancarelle, espositori e prodotti tipici della tradizione siciliana. Non mancheranno gli articoli dell’artigianato locale, l’oggettistica, i dolciumi e le tipiche atmosfere delle grandi fiere popolari che continuano a richiamare visitatori da tutto il comprensorio.

Per valorizzare l'appuntamento, sono state organizzate alcune iniziative culturali e sociali. In Piazza Municipio sarà allestito il “Biblio Point”, spazio dedicato allo scambio dei libri curato dalla Biblioteca "Giovanni Verga". E' prevista una postazione dedicata all’esposizione della canna da zucchero e dell’Agave sisalana, con il “laboratorio dell’intreccio” e il mercatino dell’usato con articoli vintage, iniziative promosse dall’Organizzazione di Volontariato Rangers International.

In Piazza Libertà invece, spazio alla solidarietà con la pesca di beneficenza organizzata dagli “Amici del Saloncino Parrocchiale – P. Gagliani” della Parrocchia San Benedetto il Moro.

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