ACQUEDOLCI: Ecco i debiti del Comune nell'anno 2013.

Una gestione fallimentare sotto il profilo contabile. 
Acquedolci è sulla strada del Dissesto Finanziario.
Sotto osservazione i Residui Passivi con riferimento all' Esercizio Finanziario 2013.
Dopo le contestazioni della Corte dei Conti, c'è preoccupazione  per la situazione di generale indebitamento nella quale si trova il Comune di Acquedolci.
I residui passivi sono le spese impegnate e non pagate, in altre parole sono i debiti che l'Ente Comune deve nei confronti di soggetti terzi,calcolate alla fine dell'anno nel Bilancio Consuntivo approvato dal Consiglio Comunale.

Ad Acquedolci la situazione è molto grave  
I residui passivi ammontano ad un importo di 6.489.711,43, il tutto certificato ed approvato con deliberazione del Consiglio Comunale.
L'amministrazione di Acquedolci deve fare fronte a pagamenti, una lista corposa di debiti che si trascinano di anno in anno e  per i prossimi anni influenzeranno negativamente le gestioni finanziarie a partire dal 2014 fino ad esaurimento.
(nella foto: l'ass.al Bilancio Daniela Zingale firmataria della proposta di bilancio consuntivo 2013)

Seimilioniquattrocentoottantanovemilasettecentoundici euro... 
La cifra equivale ad oltre 12 miliardi e mezzo di lire e ci mostra un Ente in difficoltà, che arranca appesantito dal carico delle anticipazioni di tesoreria che aggravano sempre di più la situazione finanziaria disastrosa. Il Comune non solo si indebita e non paga, ma continua a spendere oltre 100mila euro l'anno per  pagare  le indennità di sindaco, assessori e Presidente del Consiglio, e non consideriamo gli incarichi ad avvocati vicini al sindaco. I quasi sei milioni e mezzo di debiti, sono una cifra non fantasiosa o virtuale, non si tratta di un numero inventato o presumibile. Siamo di fronte al risultato della gestione di cui al Rendiconto Esercizio Finanziario 2013 approvato dal Consiglio Comunale di Acquedolci nel mese di luglio 2014, su specifica proposta dell'Assessore al Bilancio Daniela Zingale. 
Tale situazione debitoria dell'Ente, è stata recentemente contestata dalla Procura Regionale della Corte dei Conti di Palermo la quale ha evidenziato una situazione finanziaria "strutturalmente deficitaria" con il conseguente mancato rispetto del principio del “pareggio di bilancio”. Gli elementi indicatori di questa situazione fallimentare sono attestati da un eccessivo ricorso alle Anticipazione di Tesoreria, strumenti contabili che tra l'altro non fanno che accrescere l'indebitamento del Comune. La Corte dei Conti ha richiamato l'Amministrazione e convocato il sindaco che nell'ultimo Consiglio ha tuttavia sostenuto di avere ottenuto un plauso da parte della Corte. Questo non risulta perchè il sindaco, rappresentante dell'Ente, è stato semplicemente "udito". A questo punto sorge spontanea la domanda: Se l'Amministrazione ha agito  bene, perchè è stata  richiamata ad apportare misure correttive? Perchè la Corte parla di "squilibrio nella gestione di competenza" oltre che di una "sostanziale inadeguatezza a far fronte alle spese con le entrate ordinarie"? Gli scenari sono burrascosi e l'operato dell'amministrazione chiama in causa gli amministratori che si sono susseguiti negli ultimi anni, con il fondato  rischio di pagare personalmente con i propri patrimoni la mala gestione. 


(E.C.)


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